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Titolo: Ritrovamenti archeologici a Casarsa
Data: 22/04/2005 Autore:
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Ritrovamenti archeologici a Casarsa

In più occasioni si è parlato delle origini di Casarsa e del ritrovamento di reperti di varie epoche. In questa sede evidenziamo gli ultimi, effettuati nel mese di maggio 1991.
In una conferenza tenuta nell'auditorium del Centro comunitario nel febbraio dello scorso anno dall'archeologa dott.ssa Silvia Blason Scarel di Aquileia si è parlato della "Centuriazione" e della "Strada Romana" a Casarsa e dei rilevanti segni del passato ancora visibili che lasciano intendere che ci si trovi di fronte ad una possibile realtà di interesse archeologico.
Nei mesi seguenti, in seguito ad aratura nella zona delle "Sainis", venne in superficie una notevole quantità di mattoni, di frammenti d'embrice, d'anfora e di vasi, residui metallici di fusione e ossa di animali di piccola e grande taglia (probabilmente domestici: cavallo, capra?).
Crediamo però che, fra questi, una moneta e un campanello siano di particolare interesse, ed è per questo che ne presentiamo le schede illustrative.
Questo materiale è stato consegnato al Musco di S. Vito al Tagliamento, auspicando che almeno questi due reperti abbiano uno spazio idoneo nello stesso Museo.È in corso di preparazione uno studio sulla situazione topografica antica del Casarsese, alla luce dei rinvenimenti menzionati e di successive indagini in situ a cura della dott.ssa Blason Scarel.
SCHEDE TECNICHE
CAMPANELLO:
Bronzo. Campanello con anello di sospensione a forma grossolanamente pentagonale con foro circolare. Conservato il batacchio in ferro.
Alt. max. mm 58
Base mm 33
Forma tronco-conica con bordo svasato.
L'utilizzo nella società romana era alquanto vario: militare, economico, religioso, magico-apotropaico, di riconoscimento per gli animali domestici; pertanto, allo stato attuale delle ricerche, riesce difficile attribuirlo in modo circostanziato.Conservato nel Museo Civico di S. Vito al Tagliamento. MONETA:
ADRIANO (117-138 d.C.)
D/ IMP CAESAR TRAIANUS HADRIAN[US AUG] Testa di Adriano con corona radiata, a destra.
R/ Personificazione della dea Fortuna seduta a sinistra; tiene nella mano sinistra un corno d'abbondanza e nella destra un timone. In campo S C.
In esergo FORT R[ED...] AE. Dupondio diametro mm 27
Il simbolo personificato della dea Fonuna, antica divinità italica, richiamava in questa emissione monetale il concetto di abbondanza, di benessere (V la cornucopia); e quello di guida delle vicende umane (V. il timone).
Conservata nel Museo Civico di S. Vito al Tagliamento.
ADRIANO
P. Aelius Hadrianus (117-138 d.C.) fu il primo imperatore del cosiddetto periodo d'oro degli Antonini, ovvero una delle migliori e più felici situazioni socio-economico-politico-militari vissute dall'impero romano in tutta la sua lunga storia.
Nato nel 76 d.C. ad Italica in Baetica, presso l'odierna Siviglia, essendo orfano di padre, gli furono assegnati dei tutori, tra i quali lo stesso futuro imperatore Traiano, suo cugino.
Assai giovane iniziò la carriera militare e nel 100 d.C. si unì a Sabina, pronipote di Traiano.
Ebbe da questi la carica di governatore della Siria, mentre l'imperatore conduceva la guerra contro i Parti e gli successe, in quanto adottato, nel 117 d.C., all'età di 41 anni.
Adriano seguì le linee tracciate dal predecessore e, pur bloccando le guerre di espansione, consolidò l'impero, migliorando 0 costruendo ex-novo strutture di difesa sui confini, come il famoso Vallufn Hadriani in Britannia.
Molto amante della cultura e delle arti, basti ricordare la superba Villa Adriana di Tivoli, ne stimolò l'espletamento e il progresso, essendo egli stesso «profondamente partecipe della vita intellettuale greca e monarca, quindi illuminato, che si ispirava a principi di saggezza» (G. Clemente).
Morì a Baiae, l'odierna Baia vicino Napoli, il 10 Luglio del 138, a seguito di una lunga e sofferta malattia.
Le zecche che coniarono le emissioni monetali di Adriano furono quelle di Roma e dell'Asia Minore.
I rovesci delle monete, che notoriamente riassumono il programma di un imperatore, recano, tra le altre raffigurazioni, le seguenti personificazioni: la Felicitas, la Fortuna, il Genius Populi Romani, Roma Aeterna, la Tranquillitas, la Securitas, la Victoria, la Concordia Exercitus, la Clementia, 1'Aequitas, la Fides.
Diverse monete testimoniano poi le province e le realtà geografilche verso le quali l'imperatore manifestò maggior interesse: 1'Hispania, l'Africa, l'Egitto, ma anche il Nilo e la città di Alessandria, poi Roma, l'Arabia, la Macedonia, la Dacia, la Mauretania.
L'esemplare rinvenuto a Casarsa della Delizia segue, per quanto concerne il ritratto dell'imperatore, lo stile evidenziato anche in altre coniazioni che tende ad accentuare l'intento di eroizzazione del principe, il quale vi appare giovane e idealizzato, quasi in foggia di divinità.
Ad Aquileia, capitale della X Regio Venetia et Histria, si conservano oltre ad attestazíoní numismatiche, anche un busto dì Antinoo, favorito dell'imperatore e da questo, dopo la morte, divinizzato, ed un altro di personaggio adrianeo sul piedistallo, di squisita fattura.



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