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Titolo: Il cinema ricreatorio di San Giovanni
Data: 05/01/2004 Autore: alessandro.tonellotto [cidic]
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Il cinema ricreatorio di San Giovanni

(informazioni e documenti tratti dall'archivio storico di Luigi Bozzetto)
Come avvenne in gran parte dei paesi di provincia, anche a San Giovanni il cinema nacque con l'appoggio del parroco e per iniziativa dei membri dell'Azione Cattolica. Lo scopo era quello di sfruttare anche il mezzo filmico ai fini dell'educazione morale e sociale dei giovani. Ma il Cinema Ricreatorio di San Giovanni divenne sala cinematografica solo in seguito. Una prima piccola sala che serviva da sede di riunione per le istituzioni parrocchiali venne inaugurata nell'Ottobre 1910 e benedetta da Sua Eccellenza Monsignor Francesco Isola, vescovo di Concordia. Era stata fatta costruire dal Vicario Vescovile don Giacomo Jop a tutte sue spese. In quel momento prese il nome di sala "San Luigi", cioè sede del "Sodalizio di San Luigi". Subì molte trasformazioni ed ingrandimenti. La prima ristrutturazione avvenne nel 1928.


La sala venne dotata di palco e ingrandita in modo che potesse ospitare tutte le attività ricreative e culturali dell'Azione Cattolica. Da quell'anno venne chiamata "Sala Parrocchiale". Una scritta a caratteri cubitali nel proscenio sopra il palco recava scritto: "Mens sana in corpore sano". E' doveroso ricordare che fin dal 1920 a San Giovanni, grazie all'opera di Monsignor Giuseppe Picco, appassionato cultore di filodrammatica, era stato costituito un vivace gruppo teatrale che si seppe far apprezzare anche fuori dai confini del paese con ottime rappresentazioni. Come registi della compagnia si alternarono: Paolo Culos, Angelo Castellarin, Luigi Bozzetto, Primo Paluzzano, Mario Bozzetto, Angelo Muccin, Domenico Rosa, Antonio Spagnol. Bepi Peloi e Luigi Fabris, invece, aiutavano con la loro fervida fantasia a creare scenografie dal taglio spesso magico e suggestivo.Tenendo conto di tutto questo entusiasmo, nei primissimi anni '30 si decise di adeguare la sala a teatro dotandola di sipario, quinte e loggia (quest'ultima, poi, è stata modificata e migliorata fino ad ottenere l'attuale). E arriviamo al 1934. Dai registri dell'A.C. di San Giovanni in data 4 Settembre 1934 leggiamo che si è tenuto un consiglio di presidenza: all'ordine del giorno anche una discussione sulla proposta di far diventare cinema la sala "San Luigi". Leggiamo testualmente: "L'Assistente Ecclesiastico, sobbarcandosi un peso finanziario abbastanza grave, in ossequio alle direttive della superiore autorità ecclesiastica e dell'A.C., intende offrire qualche onesto divertimento ai soci dell'Associazione e all'intera popolazione. Però l'Assistente confida che i consiglieri, considerando appunto il sacrificio che egli fa, siano tutti ben disposti a dargli una mano e appoggiarlo in tutto. Quindi, in pratica, dovranno assumersi l'impegno con onore e serietà," etc...
Già da queste prime poche righe si evincono i due punti fondamentali su cui verte lo spirito del Cinema Ricreatorio:
1. Offrire un sano ed onesto divertimento alla popolazione;
2. Impegno serio ed onorevole per i membri dell'A.C.
Per l'occasione Don Picco - promotore della trasformazione a Cinema - comprò una macchina da proiezione, e la sala divenne così anche "CINEMA RICREATORIO" e, dopo la guerra, "CINEMA VERDI", ma lo si continuerà a citare anche come "CINEMA SAN LUIGI" o "CINEMA PARROCCHIALE".
Nonostante fosse ormai anche sala cinematografica, vi si continuarono ad ospitare ancora spettacoli e e recite teatrali, nonché qualche rivista di avanspettacolo, operette ed accademie varie. Nel 1944 venne raso al suolo dai bombardamenti angloamericani il locale del Dopolavoro Ferroviario di Casarsa che comprendeva anche una bella sala cinematografica. Lungi dal perdersi d'animo, i giovani dell'A.C. di San Giovanni, ottenuto il permesso dal Signor Menini (dirigente del locale), con la partecipazione di volontari di ogni ceto ed età, sotto la direzione di Luigi Bozzetto e don Antonio Meneguzzi, prelevarono dalle macerie, con carri, cavalli e buoi, e sotto il pericolo costante dei continui mitragliamenti e bombardamenti sulla stazione ferroviaria di Casarsa, tutto ciò che poteva essere ancora utile: poltroncine, travi, mattoni, lampadari, piastrelle, ecc... Molto di quel materiale andò ad ampliare ulteriormente la sala "San Luigi". Per ingrandirla si dovettero superare non poche difficoltà. prima fra tutte quelle con i confinanti, i quali avanzavano legittimi diritti sui loro terreni adiacenti. Difficoltà e contrasti che, spesso, causarono la rottura dei rapporti tra questi cittadini e l'autorità ecclesiastica. A questo proposito, proprio nel momento in cui so voleva allungare la sala con i mattoni del Dopolavoro Ferroviario, il proprietario dell'orto che verrà occupato, il Signor Pitotti, contestando l'iniziativa scrisse a Monsignor Picco:
"A proposito del prolungamento della sala San Luigi lungo il confine del mio orto fio ad occuparne un notevole tratto, mi rincresce di doverLe ripetere che tale costruzione ridurrebbe quella nostra ristretta adiacenza a condizioni gravemente peggiorate. L'errore commesso nella prima costruzione della sala può essere corretto con un opportuno allargamento".
Risolti questi contrasti a favore del cinema, i sangiovannesi, nel 1962 fecero abbattere un'altra porzione di muro interno per far spazio agli schermi più larghi per la proiezione di film in Cinemascope. Da un inventario fatto proprio in quel periodo, si legge che le poltroncine in platea erano 290 e in galleria 110; l'ampliamento della sala servì quindi anche per aumentare i posti a sedere, che nel 1943 erano solo 270. Sempre nel 1962 si aggiunse un'ulteriore appendice all'edificio: vennero costruiti l'atrio, l'accesso alla galleria e i servizi igienici. Dal Bollettino Parrocchiale di San Giovanni dell'Agosto 1962 si legge che il 7 Maggio si iniziarono i lavori nella sala del cinema per l'impianto di aria condizionata. Testualmente:
"Il nostro cinema è uno dei primi sorti in Diocesi con quello di Azzano X e di Cordenons, allora come Oratori. Ha avuto delle origini veramente leggendarie, le ricordano bene i vecchi pionieri dell'A.C. Passò tutte le tribolazioni della persecuzione dei tempi famosi dell'anteguerra. Passò nel 1957 in affitto alla Ditta Piaia con contratto di 5 anni. Ora ripassa in gestione diretta. Si è costituito un apposito Comitato con la presidenza a Pasut Umberto. Il Comitato ha portato al locale le opportune modifiche e perfezionamenti richiesti per un lodevole aggiornamento. Oggi l'ambiente si presenta quanto mai signorilmente accogliente, con sonorizzazione perfetta, con programmi di vera concorrenza. Ora spetta al pubblico dimostrare con la propria frequenza assidua, numerosa, affezionata, che veramente apprezza lo sforzo del Comitato e glien'é non avendo così più bisogno di esulare per godersi uno spettacolo bello e soddisfacente. I Sangiovannesi a momento opportuno sanno tenere alto il prestigio delle proprie istituzioni. Auguri ai Signori Dirigenti ed agli Spettatori".
Da ciò si capisce che qualche sangiovannese, nonostante avesse un "suo" cinema in paese, ogni tanto preferiva "esulare", cioè frequentare il "Garibaldi" di San Vito o il "Roma" e il "Delizia" di Casarsa; persino qualche membro dell'A.C.
Per cercare di frenare questo preoccupante comportamento del pubblico apparì addirittura una delibera del Comitato di Gestione, citiamo testualmente:
"Visto che i richiami fatti poco hanno giovato a trattenere alcuni soci dall'andare al cinema fuori dal paese, si viene nella determinazione di proibire in via di massima di frequentare altre sale cinematografiche".
Ma perché tutta questa difficoltà nel mantenere costante il numero e la frequenza degli spettatori ? Il Cinema Ricreatorio, come già accennato, fu promosso dall'A.C. come proposta di sano spettacolo. Nei primi venti anni, cioè dalla seconda metà degli anni '30 fino al 1957, e dal 1962 in poi, la gestione era affidata ai membri dell'A.C., mentre la direzione era del parroco pro-tempore. Di conseguenza le pellicole che si potevano proiettare erano solo quelle ammesse dal Centro Cinematografico Cattolico. Per motivi di sopravvivenza vennero senz'altro proiettati anche film che per il Centro Cinematografico Cattolico richiedevano cautele, ricorrendo al compromesso di tagliare le scene più sconvenienti e atroci. Ciò che tanto deprezzava il Ricreatorio era quindi la questione morale, cioè il dover coniugare lo svago e l'educazione.


I concorrenti privati, invece, potevano proiettare ogni tipo di pellicola, dalle più acclamate alle più scandalose, garantendosi ogni volta la curiosità di un pubblico più vario. Già alla fine degli anni '60 i mezzi di trasporto privati aprirono nuove frontiere al tempo libero, gli interessi individuali erano ormai molteplici, i giovani non avevano più solo il calcio e il cinema come svago: la televisione, che anche qui ebbe il suo momento di gloria con "Lascia o Raddoppia?", stava entrando in tutte le case, il processo era irreversibile. A forza di acrobazie si andò avanti fino agli anni '70, ma ad un certo punto nuove discipline riguardanti le licenze e la sicurezza delle sale pubbliche fecero desistere dall'attività anche i più incalliti sostenitori.
CURIOSITÀ :
Come tutte le sale pubbliche, anche il "Ricreatorio" ospitò comizi politici, feste da ballo, mostre, e attività sociali e ricreative di ogni genere. Vi era pure un buffet gestito dallo Spaccio dell'A.C.L.I. di San Giovanni. Per i parrocchiani e per il Comitato di Gestione fu un impegno non indifferente, sia dal punto di vista finanziario che di disponibilità di tempo gratuito. Ad esempio per il restauro della cabina di proiezione, che andò a fuoco per un attimo di distrazione dell'operatore Antonio Miorin (allora le pellicole potevano prendere fuoco molto facilmente, vedi "Nuovo Cinema Paradiso"). Ancora, non solo nel reperire macchine da proiezione sempre più moderne (ne furono cambiate 3), ma anche nel trovare loro il sito più idoneo. Nei primi anni, infatti, la macchina da proiezione non era, come ora, alle spalle del pubblico, ma dietro lo schermo e per impedire che i fasci di luce lo attraversassero e abbagliassero la gente, veniva unto di olio di ricino per la sua proprietà di assorbire i raggi di luce. Il proiettore venne poi spostato in alto, a destra del pubblico, poi di nuovo in basso sotto la loggia, e poi ancora in alto. Negli anni della guerra e in quelli immediatamente successivi, si poteva assistere alle proiezioni della domenica che avvenivano dopo il vespero (e si ripetevano fino a tarda ora) assieme a PierPaolo Pasolini e ai suoi amici, i quali, negli anni '60 ebbero l'emozione di vedere, nella stessa sala, film scritti e diretti da quello che vent'anni prima era stato un loro paesano. Il Cinema Ricreatorio di San Giovanni è l'unico edificio superstite tra quelli che nel Comune di Casarsa ospitarono anche proiezioni cinematografiche pubbliche. Oggi non è più attrezzato ed omologato per ospitare proiezioni, ma viene essenzialmente sfruttato per riunioni ed attività ricreative; per poter usufruire della sala si può contattare il parroco di San Giovanni, don Giorgio.

Tratto da : Quaderni Casarsesi - n.4 Ci.D.I.C.

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