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STORIA & AMBIENTE
 
Ci.D.I.C. – Quaderni Casarsesi – Archivio articoli storico-ambientali
Per gentile concessione del Ci.D.I.C. (Circolo di Informazione Culturale), sono qui presenti gli articoli ad oggi comparsi nei diversi numeri dei “Quaderni Casarsesi”, la rivista annualmente curata dall’associazione culturale casarsese. Riteniamo in questo modo di poter mettere a disposizione dei nostri visitatori un prezioso patrimonio di ricerca storica, artistica e culturale che il Ci.D.I.C., a partire dal 1978, ha saputo affrontare con grande competenza ed impegno.
22/04/2005 - Ritrovamenti archeologici a Casarsa...
26/07/2004 - Luoghi Pasoliniani e Neviani...
30/05/2004 - I dirigibili a Casarsa della Delizia...
 
 
storia
Il territorio del comune di Casarsa della Delizia risulta abitato fin dall’antichità.
La più antica testimonianza abitativa nel territorio casarsese è stata identificata presso la località Boscat, a est di San Giovanni, dove sono stati rinvenuti i resti di un castelliere, un’antica opera fortificata presente anche in altre parti del Friuli. Notizia più certe invece si hanno del periodo romano, quando la via Postumia e la via Giulia s’intersecavano nei pressi del territorio casarsese: l’incontro tra le due direttrici favorì lo sviluppo di un punto di sosta, presto trasformatosi in villaggio. Nei campi attorno agli abitati di Casarsa (in specie verso nord) e San Giovanni sono stati ritrovati molti frammenti di epoca romana: cocci di vasellame, monete e un campanellino, per la maggior parte conservati ora nel museo civico di San Vito al Tagliamento. Con le invasioni barbariche, il territorio casarsese, come il resto della regione, vide la calata dei Longobardi. Dalle distruzioni, continuate poi nei secoli (da ricordare quelle terribili degli Ungari e dei Turchi), pare certo derivi il nome di Casarsa, dal latino casam arsam (“casa bruciata”, “distrutta”). Il potere della Chiesa riportò l’ordine: dopo l’anno 1000 il territorio era di certo sotto il controllo della diocesi di Concordia e della Abbazia di Sesto al Reghena. Il tardo medioevo e il rinascimento hanno lasciato numerose testimonianze nelle chiese del territorio. Oltre che nei due centri principali (a Casarsa nella chiesa di Santa Croce, con affreschi del Pordenone e di Pomponio Amalteo, e a San Giovanni nella Loggia del XIV secolo con archi gotici), meritano una visita le chiese di Versuta, San Floreano e Sile. In secoli più recenti, Casarsa e San Giovanni sono passate sotto la dominazione veneziana, hanno vissuto il passaggio delle armate napoleoniche per poi, fino alla terza guerra d’indipendenza (1866), essere governate dall’Impero Austriaco, sotto il quale i due centri iniziano ad avere un’amministrazione comune. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, un regio decreto aggiunge l’appellativo “della Delizia” al nuovo comune. Il secolo XX vede Casarsa e San Giovanni vivere le vicende delle due guerre mondiali. Dopo l’armistizio del 1943 e l’annessione della regione al terzo Reich, Casarsa conosce le durezze dell’occupazione nazista e dei bombardamenti degli Alleati sulla ferrovia. Ma in quegli stessi anni, il giovane Pier Paolo Pasolini, rifugiatosi con la famiglia nella casa materna a Casarsa, e successivamente sfollato a Versuta, vive un intenso periodo della sua vita. Dal dopoguerra in poi, il territorio si arricchisce: inizia una nuova fase dell’attività agricola, si avvia l’industrializzazione, le caserme fanno arrivare molti giovani da ogni parte d’Italia. Da punto di partenza per la diaspora friulana nel mondo, Casarsa della Delizia si ritrova ora ad essere terra d’accoglienza per numerosi immigrati.
 
ambiente
Caratteristica fondamentale del territorio casarsese, dal punto di vista ambientale, è la presenza delle rogge, corsi d’acqua di pianura che nascono dalle zone risorgive. La linea delle acque risorgive è situata a nord del comune, che così è attraversato da tre differenti corsi d’acqua. Centrale sia per posizione che per importanza è la roja (roggia in friulano) Mussa: essa sgorga in territorio casarsese, nell’area denominata delle Volps, e da qui scorre nel centro cittadino di Casarsa e in quello di San Giovanni (dietro al Duomo), per poi confluire verso San Floreano nella roggia Versa. La roggia dei Molini invece era un tempo navigabile. Essa prende il nome dalle macine dei molini che faceva girare scorrendo attraverso i paesi situati lungo il suo corso: anche a Casarsa, nella località Molino, si può ammirare ancora l’antica costruzione. Qui la roggia riceve le acque del piccolo corso della Pulisuta, e prende il nome di fiume Lin. Infine la roggia Versa, che deve il suo nome al verbo latino vertere (voltare), a causa del suo percorso tortuoso. Essa scorre per il borgo di Versutta, prima di ricevere le acque della roggia Mussa e gettarsi, verso sud, nel fiume Lemene. L’ambiente casarsese regala inoltre altre due meraviglie naturali: l’area della Pulisuta, vicino alla scarpata della ferrovia, di grande interesse scientifico per la sua zona umida e la presenza di una torbiera; e le sorgenti del Sile, che nasce a sud del campo di aviazione, da dove scorre prima di ingrossare il fiume Fiume. Le zone umide casarsesi, dopo anni in cui hanno corso il serio pericolo di scomparire a causa del degrado ambientale, adesso sono curate e tutelate, tanto che oggi si possono rivedere alcune specie caratteristiche, come le lucciole nella tarda primavera.
 

© 2003 Associazione Pro Casarsa della Delizia - http://www.procasarsa.org