Giuseppe Peloi, pittore e poeta sangiovannese, rappresenta per l’intera comunità un ricordo tangibile di uomo e di artista grazie alle rilevanti opere alle quali si dedicò durante la sua esistenza. Nato nel 1902, figlio di Antonio e di Marianna Tomasin, trascorse gli anni della grande guerra come profugo in Piemonte e frequentò a Penango la scuola dei Padri Salesiani, iniziando gli studi ginnasiali ed assorbendo l’ interesse per l’educazione giovanile che ebbe modo di realizzare negli anni successivi.
A guerra conclusa rientrò in paese e decise di dare voce alla sua passione per la pittura intraprendendo gli studi presso la scuola del M° Tiburzio Donadon, del quale divenne ben presto discepolo e con il quale operò in diversi comuni, nella pittura, negli affreschi e nelle decorazioni, riscuotendo approvazioni e grandi consensi. In particolare si conservano importanti tracce della sua opera nei paesi di San Vito al Tagliamento, Biauzzo di Codroipo, Villanova della Cartera, Aviano, Pordenone, Orcenico Superiore e Castions; la stessa parrocchia di San Giovanni presenta ancora i segni del suo lavoro meticoloso ed accurato, in linea classica. Il suo interesse per il patrimonio artistico e le tradizioni del paese lo portarono inoltre a compiere decori in vari luoghi, ed in particolare nelle chiesette di Versutta e di Runcis; in quest’ultima, nei suoi anni giovanili, non mancava di allestire, in occasione del Natale, un artistico presepio. Pose una particolare diligenza nella composizione di miniature e pergamene che realizzava personalmente per fissare le sue impressioni nel tempo, così come le ricorrenze del paese, tramite composizioni poetiche di circostanza, in rime facili e piacevoli. Il suo affetto per il paese e per la vita della parrocchia lo rese sempre presente, attivo e partecipe agli avvenimenti che qui avevano luogo. L’insegnamento dei Salesiani lo spinse negli anni dal 1923 al ‘26 alla fondazione di una scuola corale di voci bianche preposta all’arricchimento dei canti liturgici, con la quale compì inoltre delle gite nei paesi vicini; questa sua attività gli procurò con i sacerdoti diocesani una sincera amicizia, che egli seppe coltivare a lungo e che lo fece avvicinare all’ambiente ecclesiastico. Dimostrò sempre un particolare attaccamento per Don Bosco e per questo motivo volle presenziare alla sua Beatificazione che si svolse a Torino nel 1930; al suo ritorno in paese, impegnò le sue energie nell’insegnamento del canto ufficiale del trasloco di Don Bosco “Don Bosco ritorna” e partecipò attivamente nei vari luoghi, alle manifestazioni di culto del nuovo Beato. Giuseppe Peloi morì nell’ottobre del 1973, in seguito ad un investimento mentre, con la sua bicicletta percorreva il viale San Giovanni, che da San Vito al Tagliamento conduce a Casarsa. Egli lasciò un prezioso e notevole patrimonio di materiale artistico che custodì gelosamente, nel corso della sua vita: si tratta di opere inerenti all’ambito liturgico, Santi, Angeli, Madonne, ma anche vari bozzetti di lavoro, una numerosa collezione di miniature e pergamene. Schivo di lodi, elogi e riconoscimenti dimostrò una grande personalità, sensibile ed attenta ed una rilevante dote artistica che lo fecero ben presto conoscere ed apprezzare. Tratto da : Quaderni Casarsesi - n.6 maggio 2000 Ci.D.I.C. |