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 ARTE
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Ci.D.I.C. – Quaderni Casarsesi – Archivio articoli artistico-culturali
Per gentile concessione del Ci.D.I.C. (Circolo di Informazione Culturale),
sono qui presenti gli articoli ad oggi comparsi nei diversi numeri dei “Quaderni Casarsesi”, la rivista
annualmente curata dall’associazione culturale casarsese. Riteniamo in questo modo di poter mettere a
disposizione dei nostri visitatori un prezioso patrimonio di ricerca storica, artistica e culturale
che il Ci.D.I.C., a partire dal 1978, ha saputo affrontare con grande competenza ed impegno.
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| 22/04/2005 - Il restauro della Madonna di Jacopo D'Andrea... |
| 22/04/2005 - Recuart di Primo Carnera... |
| 03/05/2004 - Turoldo, Casarsa e Pasolini... |
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| Numerose sono le chiese che arricchiscono
con le loro testimonianze artistiche il territorio casarsese.
A cominciare dalle due maggiori, centro della vita spirituale
delle parrocchie di Casarsa e San Giovanni. Risale alla
fine del 1800 la chiesa parrocchiale di Casarsa, intitolata
alla SS. Croce e alla Beata Vergine del Rosario, e dominata
dai due caratteristici campanili chiamati da tutti Zimui
(gemelli in friulano). Costruito alla fine del diciannovesimo
secolo anche il Duomo di San Giovanni, imponente edificio
in stile neo gotico che domina il centro sangiovannese.
Ma prima ancora che nelle due grandi chiese parrocchiali,
la fede delle popolazioni trovava rifugio in piccole
chiesette di origine medievale, ancora presenti e cantate
da Pier Paolo Pasolini nelle sue opere del periodo friulano.
Come l’opera teatrale I turcs tal Friul (I turchi
in Friuli), che trae ispirazione dalla lapide votiva
(che ricorda l’ultima invasione turca nel 1499)
conservata nell’antica chiesa di Santa Croce,
cuore da cui è nata la comunità casarsese
e conosciuta come Glisiut (chiesetta). L’edificio
riporta affreschi di Pomponio Amalteo, in parte ancora
visibili nonostante i bombardamenti subiti durante l’ultima
guerra mondiale (tra i dipinti perduti, alcuni attribuiti
al grande Pordenone, suocero dell’Amalteo). A
ispirare Pasolini fu anche la chiesa di Sant’Antonio
Abate, posta nel piccolo centro di Versutta dove l’intellettuale
si rifugiò come sfollato durante la seconda guerra
mondiale. E proprio grazie al suo intervento furono
riportati alla luce gli antichi affreschi che decorano
l’edificio, risalenti a vari periodi tra il 1300
e il 1400. Meritano una visita anche altri luoghi di
culto del comune: la chiesetta del borgo San Floreano,
in via S.Vito, affrescata con dipinti del Bellunello,
e le chiesette di San Urbano in borgo Runcis e quella
di Santa Margherita in località Sile. Da citare
infine la Loggia di San Giovanni, a lato del Duomo,
edificio con tre arcate gotiche che sembra risalire
al XIV secolo: qui Pasolini, giovane segretario della
locale sezione del partito comunista italiano, attaccava
i suoi giornali murari rivolti alla popolazione. La
figura di Pier Paolo Pasolini è ancora strettamente
legata a Casarsa, visto che il grande intellettuale,
poeta e regista, riposa nel cimitero comunale casarsese.
Per chi volesse approfondire la conoscenza del periodo
friulano di Pasolini, c’è la possibilità
di visitare la casa materna, nella piazza di Casarsa:
qui è ospitato il Centro Studi Pasoliniano, ricco
di manoscritti e testimonianze. Prenotandosi (in Biblioteca,
tel. 0434 873981, o alla Pro Casarsa, tel. 0434 871031),
è possibile essere accompagnati lungo il percorso
pasoliniano, che tocca i luoghi più importanti
nella vita del poeta a San Giovanni, Versutta e Casarsa. |
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