Intanto ieri pomeriggio i medici legali hanno terminato l’autopsia per accertare le cause della morte della ragazza
Fatima, funerale islamico in Marocco
La comunità musulmana raccoglie il denaro per il trasferimento della salma. Le preghiere in ospedale
Fatima Ennefjfj, la 27enne marocchina deceduta venerdì scorso in seguito a un malore, verrà sepolta nella sua terra natale, un villaggio che dista solo pochi chilometri dal centro della nota Marrakech. Viste le condizioni economiche precarie della famiglia della giovane, è intervenuta a supporto la comunità musulmana di Pordenone che, attraverso una gara di solidarietà, è riuscita a recuperare circa 4mila euro. La cifra garantirà a Fatima, una volta giunta nel suo paese, una sepoltura secondo il rito islamico. Probabilmente la salma partirà dall'Italia sabato mattina, con un volo aereo diretto in Marocco. Oggi pomeriggio, all'ospedale di San Vito al Tagliamento, alcune donne della comunità islamica pordenonese laveranno il corpo di Fatima: un rituale considerato d'obbligo per la loro religione. Poi verrà osservato un momento di preghiera dopodichè, non appena verrà firmato il nullaosta per l'espatrio, la salma compirà il suo ultimo viaggio verso il paese nordafricano. Tutta la procedura è stata seguita da Mohamed Oudtiq, presidente della comunità islamica del Friuli Occidentale, che conosce bene il fratello di Fatima, Abdel Atif. «Quando ho saputo della morte della ragazza, che viveva qui da poco – spiega Oudtiq – mi sono subito prodigato, sapendo la situazione familiare (la mamma di Fatima, vedova, ha ottanta anni e vive in Marocco con tre figli, di cui uno è disabile, ndr), a racimolare un po’ di denaro per andare incontro alle spese onorese che erano state richieste per trasferire il corpo in Marocco. Tutti i membri della comunità sono stati molto generosi e hanno offerto in base alle loro possibilità». Intanto, è andata fino alle 17 di ieri la perizia medico legale per accertare le cause e le eventuali responsabilità nella morte dell’operaia Fatima Ennefjfj, 27 anni, originaria del Marocco. I medici legali hanno effettuato accertamenti di natura tossicologica e istologica, con l’obiettivo di determinare le cause della morte della ragazza ed eventuali profili di responsabilità penale dei medici che, poche ore prima della morte, avevano visitato l’operaia. La donna aveva avvertito i sintomi di un malessere che l’avevano convinta a farsi accompagnare al pronto soccorso. Dopo le visite di routine gli specialisti Laura De Zan e Fabrizia Zanello avevano rassicurato Fatima, consigliandole di tornare a casa e che una notte di sonno avrebbe risolto ogni cosa. L’operaia marocchina è andata a casa ed è morta mentre stava cenando.