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lucio bortolussi
Lucio Bortolussi nasce a Casarsa, il 4 giugno 1951, da una storica famiglia condotta da papà Sante, artigiano e calzolaio, che ha da sempre ha la propria attività proprio accanto alla chiesa. Nella stessa zona, poi, opera anche lo zio, Angelo Cancellier, valente ciclista in gioventù (corse con Gino Bartali), che di quella passione fece poi un lavoro, con la storica attività di rivendita e riparazione biciclette. Un contatto diretto con il mondo dello sport, vissuto in prima persona, che rimane nell’animo di Lucio. Dopo aver frequentato, con ottimi profitti, le scuole elementari e medie di Casarsa, Lucio Bortolussi decide di iscriversi al prestigioso Istituto Magistrale Caterina Percoto di Udine. Diplomatosi brillantemente, comprende sempre di più la sua vocazione all’insegnamento, e decide perciò di iscriversi a lettere, con indirizzo antico, ma nel contempo (nel 1973) comincia la sua attività di insegnante di educazione motoria, proprio nella scuola elementare di Casarsa. Una scelta quasi casuale, da conciliare con gli studi universitari, che finirà però con il condizionarlo: riesce infatti ad unire le sue due grandi passioni, lo sport e l’insegnamento. Quello che fin dall’inizio Lucio Bortolussi cerca di portare nel proprio modo di educare è la capacità di insegnare, divertendo. Fin da subito i giovanissimi scolari casarsesi si accorgono della sue capacità e della sua preparazione, che cresce costantemente, e lo ricambiano con grande affetto ed attenzione. Una capacità di rapporto diretto con i giovani, che non sfugge a Gino Morello ed Enzo Piccoli. Entrambi ex calciatori, con il primo allora assessore comunale, ed il secondo insegnante di educazione fisica, che assieme a Antonio Fantin e ad altri pionieri, chiedono a Lucio Bortolussi di collaborare nell’attività della neonata Polisportiva. L’idea di fondo è quella di offrire ai giovani ed alle giovani casarsesi, una possibilità sportiva in più: con due specialità in primo piano, la pallavolo e la pallacanestro. Proprio di pallacanestro si sarebbe dovuto occupare Lucio Bortolussi, appassionato per la grande Snaidero sin dai tempi della scuola, che inizia a frequentare i primi corsi provinciali di insegnante di minibasket. E’ una vera illuminazione: si tratta di uno sport-gioco, che in sé raccoglie la possibilità di insegnare schemi motori di base, divertendo. Al primo corso casarsese di minibasket, dove insegna quello che per tutti i bambini casarsesi è ormai il maestro Lucio, si presentano in 110: un vero, grande successo. Da qui l’inizio dell’avventura della Polisportiva Casarsa Basket, con la stretta collaborazione di Gualtiero Fabris. Tre anni in cui Lucio Bortolussi segue personalmente tre corsi da 30 ragazzi ciascuno. Il gruppo di giovani atleti nati negli anni 1965, ‘66 e ‘67 diventerà così la prima squadra di pallacanestro di Casarsa. Parallelamente, grazie anche alla collaborazione di un altro grande appassionato ed ex giocatore, Franco Kerniat, si sviluppa la pallacanestro femminile. Casarsa comincia ad essere un nome importante nel mondo cestistico regionale. Le giovanissime in biancorosso, con Lucio Bortolussi in panchina, conquistano per quattro anni di fila il prestigioso torneo minibasket di Trieste, di fronte a realtà storiche come Ginnastica Triestina e Muggia, tant’è vero che alla quinta edizione i giuliani sono costretti a fare una rappresentativa provinciale, per battere Casarsa!. Nel settore femminile Lucio Bortolussi apre un ciclo straordinario. Vince a ripetizione campionati giovanili zonali e regionali, partecipando a finali Interzonali e Interregionali. Sotto la sua guida un gruppo di atlete, partendo dal minibasket, ha vinto il campionato di Promozione e nel 1990 il campionato di serie C, salendo sino in serie B Nazionale (l’attuale serie A/2). Nell’anno seguente giunge ad affrontare alla pari squadre come Bologna e Thiene, riempiendo domenicalmente il Palarosa con centinaia di casarsesi entusiasti, e sfiorando i play-off di approdo in serie A, perdendo l’ultimo incontro di spareggio per un punto, dopo due tempi supplementari. Nello stesso tempo cresce la sua cultura sportiva, soprattutto verso i più giovani. La sua sfida è quella di sempre: unire apprendimento e divertimento. La sperimenta a scuola, la propone nelle varie realtà sportive provinciali regionali. Una capacità che raccoglie l’interesse dei vertici Nazionali della Federazione Italiana Pallacanestro, che guardano con sempre maggiore interesse all’attività di quel docente pordenonese, che ha rinunziato a contatti e contratti con importanti realtà professionistiche, pur di continuare a insegnare nella sua città. Diventa Formatore Nazionale Minibasket e Scolastico e, dal 2000, è componente del Settore Scolastico della Federazione Italiana Pallacanestro: in pratica il punto di unione tra il mondo della scuola e quello della federazione sportiva. Non solo rapporti istituzionali, però, ma un confronto diretto sul campo. Bortolussi viene infatti chiamato in tutta Italia a tenere seminari, master di aggiornamento e corsi di formazione per insegnanti delle scuole elementari e medie: da tre anni la sede fissa di questo appuntamento di carattere nazionale è diventata la Città di San Remo. Nell’ultimo anno ha anche tenuto un Master per Istruttori Nazionali di Minibasket a Follonica, ed è il punto di riferimento per il basket nelle scuole ed il minibasket dei comitati provinciale e regionale. Se nel 1985 Lucio Bortolussi e l’Allenatore dell’Anno per il Coni di Pordenone, nel 2003 riceve il premio dalla Federazione Pallacanestro Italiana di Pordenone, per i trent’anni di attività e di promozione sviluppo dello sport in provincia. Rilevante anche la carriera a livello scolastico. Dopo 12 anni di insegnamento diviene insegnante Vicario della direzione Didattica di Casarsa. Per un decennio insegnante capogruppo di Casarsa, e componente del Consiglio di Circolo, oltre ad essere Presidente del Consiglio d’Istituto della Scuola Media di Casarsa . E’ formatore dell’Istituto Regionale di Ricerca e Sperimentazione del Friuli Venezia Giulia e tiene molteplici corsi di aggiornamento sull’educazione motoria ai docenti di scuole elementari della regione. Negli ultimi anni ha sviluppato anche una profonda conoscenza dell’educazione dell’informatica nelle scuola tanto che, su invito dell’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente, ha tenuto diversi corsi sulla multimedialità per docenti delle scuole elementari, medie e superiori ed ha fatto parte della Commissione del Provveditorato agli Studi di Pordenone per l’introduzione delle nuova tecnologie multimediali nella scuola. Ha diretto e coordinato i corsi di formazione a distanza sull’uso delle tecnologie multimediali, previsti dalla Commissione Ministeriale nell’ambito della convezione tra il Ministero dell’Istruzione e la Rai. Suo anche l’impegno diretto nella Commissione Sicurezza del Provveditorato agli Studi, dove ha tenuto corsi di aggiornamento sul tema, ai Docenti dei Distretti scolastici della Provincia, ed ha anche partecipato in qualità di relatore ai Corsi per Dirigenti scolastici sul rischio incendi e sulla didattica della sicurezza. E’ responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del Circolo Didattico di Casarsa. Diversi i suoi scritti rivolti ai docenti: “Educazione motoria e continuità scolastica dai 3 ai 14 anni”; “Il gioco sport Minibasket nella scuola elementare”; “Computer essenziale”; “Word in pillole”; “L’ipertesto nella didattica”. Tre anche i lavori multimediali realizzati direttamente con gli alunni delle scuole elementari di Casarsa: “Il Boscat e zone limitrofe”; “Il rischio sismico”; “Vita quotidiana nell’antica Roma”. Quello che più resta è comunque una grande capacità di educare, che si confronta nello splendido ricordo alcune migliaia di giovani. Generazioni di casarsesi ha cui il maestro Lucio ha saputo trasmettere concetti importanti e, soprattutto, dimostrato come si possa imparare e crescere, divertendosi. Un’idea vincente, riconosciuta a livello nazionale: in Italia, infatti, la pallacanestro per i più giovani viene oggi insegnata secondo forme e concetti che nascono a Casarsa. Il riassunto delle capacità e della qualità dell’attività svolta da Lucio Bortolussi, lo espresse però con una salace espressione triestina l’allora presidente regionale della Federazione Italiana Pallacanestro, Iacobucci, che vedendo la preparazione e il divertimento dei giovanissimi casarsesi esclamò: “Bortolussi savaria far zogar anche i soti! (gli zoppi)”. Il fatto che si il premio sia dovuto all’impegno nella scuola e nello sport, ha poi portato la giuria a consegnarlo ad una persona ancora giovane, con la certezza che sia la base di partenza per una attività in crescita, che continuerà a dare lustro alla comunità di Casarsa, che gli deve molto in termini umani, prima che professionali, ed a cui Lucio Bortolussi è sempre rimasto profondamente legato Per tutti questi motivi, la Pro Casarsa, assieme all’Associazione Forum Democratico e a tutti i componenti della giuria, presieduta dal dottor Raffaele Pisani, nominano:
il maestro Lucio Bortolussi
Cittadino dell’anno 2003.


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